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Amici a quattro zampe: gli alleati della nostra salute mentale.
10 Ottobre, 2020

L'interazione uomo-animale ci aiuta a vivere meglio.

L’utilizzo degli animali a fini terapeutici ha radici molto antiche. Un animale da compagnia (in Inglese pet), oltre a sostituire gli affetti mancanti o carenti, può aiutare a creare o stimolare la socialità.

È stato dimostrato l'effetto del legame con un animale da compagnia su parametri psicofisiologici della salute umana. È quindi sempre più crescente l'interesse nei confronti dell’interazione con gli animali finalizzata alla promozione della salute umana, intesa dal punto di vista non solo fisico, ma anche sociale, emozionale e cognitivo.

 

Pet therapy: ovvero gli Interventi Assistiti con gli Animali.

Se il termine di pet therapy  ci appare come inglesismo nebuloso, questo termine è stato tradotto in Italiano appropriatamente con quello d' Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), sono a valenza terapeutica, riabilitativa, educativa, didattica e ricreativa: prevedono il coinvolgimento d' animali domestici e sono rivolti prevalentemente a persone affette da disturbi della sfera fisica, neuromotoria, mentale e psichica, ma possono anche essere indirizzati a individui sani. In base agli ambiti di attività, gli IAA si classificano in:

Gli animali migliorano la nostra vita.

Rafforzano la salute dei più piccoli

La presenza di un quattro zampe in casa è benefica per tutta la famiglia. Avere un cane o un gatto aiuta i bambini ad essere responsabili; inoltre, un animale domestico è anche un buon amico che gli insegna a credere in sé. E non solo. Anche i neonati hanno dei riscontri positivi: secondo uno studio svedese, restando in contatto giornalmente con un animale, i bebè hanno il 33% di rischio in meno di sviluppare allergie, il 30% di rischio in meno di soffrire di infezioni respiratorie e il 15% di rischio in meno di soffrire d’asmaOvviamente, se il bambino soffre già di allergie, l’adozione di un animale non cambierà nulla e non è una soluzione.

Gli animali proteggono il vostro cuore

Secondo uno studio dell’American Heart Association, che ha esplorato la relazione tra il fatto di avere un animale e il MCV (Mean Cell Volume, il volume cellulare medio), avere un cane riduce i rischi di morte prematura del 33% e i rischi di avere una malattia cardiovascolare dell’11%. Un’ottima notizia per gli italiani dato che, secondo i dati IStat, le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte in Italia (specialmente per le donne). Questo perché avere un animale, e soprattutto un cane, ci rende più attivi (30 minuti in più rispetto alle persone che non posseggono un quattro zampe) e ciò ha un impatto positivo sulla nostra salute fisica. I proprietari fanno più esercizio fisico, portano a passeggio il cane, giocano con lui e alcuni si danno anche al canicross (in Italia il Campionato Nazionale arriva a 130 iscritti, ma l’attenzione verso questo sport è in crescita!).

Inoltre lo studio, oltre all’aumento dell’attività fisica, ha rivelato diversi benefici cardiovascolari dell’avere un animale, tra cui tra cui:

  • una pressione del sangue più bassa;
  • un miglioramento del tono muscolare;
  • una diminuzione dello stress.

Gli animali mantengono giovani i più anziani

La compagnia di un cane aiuterebbe anche le persone di più di 65 anni a ringiovanire di 10 anni! Secondo uno studio inglese, infatti, i proprietari di cani di più di 65 anni hanno dimostrato di essere il 12% più attivi di chi non possiede un amico a quattro zampe. Questo perché avere un animale da compagnia porta ad un livello di attività fisica più elevato, dato che le persone anziane devono portare a passeggio regolarmente il loro cane, occuparsene, lanciargli la pallina… E in questo modo tutto il corpo è sollecitato a fare degli sforzi quotidiani, senza che se ne rendano conto. La loro forma fisica sarebbe così equivalente a quella di una persona di 10 anni più giovane (i problemi cardiaci, ossei e muscolari sono ridotti). Avere un animale sarebbe, quindi, un buon rimedio per prevenire le malattie.

Il compagno ideale di tutti gli incontri

Avere un cane (ma anche un gatto, anche se in minor misura) agevola e crea dei rapporti sociali. L’80% dei proprietari incontra altre persone del quartiere grazie al proprio animale. E questo semplicemente perché, passeggiando con Fido, si è più facilitati ad incontrare il vicinato. Almeno il 37% dei proprietari ha già fatto un incontro romantico grazie ad una passeggiata con il proprio cane! Ma ciò è successo anche al 20% dei proprietari di gatti! Anche il gatto, anche se in modo minore, facilita gli incontri e non è raro che un vicino si occupi di dargli da mangiare durante le vacanze dei suoi proprietari.

Avere un animale da compagnia fa bene al morale

 

Il 68% delle persone anziane si sente meglio mentalmente e fisicamente grazie al proprio animale da compagnia. La presenza dell’animale come mediatore sociale nelle case di riposo è sempre più frequente. La Pet Therapy, che sta prendendo piede progressivamente anche in Italia, aiuta a ridurre i problemi mentali, fisici o sociali, riducendo lo stress e dando affetto alle persone che si sentono più sole. Quando accarezzano il proprio animale, gli umani producono ossitocina, che gli permette di essere più rilassati e, quindi, di provare una sensazione di benessere. Secondo uno studio recente francese, il 40% dei proprietari intervistati afferma di aver preso un animale per sentirsi meno stressato.

Il loro effetto sulla nostra salute è evidente: ci danno affetto e sono capaci di capire quando qualcosa va storto e ci confortano. Sempre di buon umore, fanno le feste al padrone quando torna a casa da lavoro. Un beneficio per la salute, ma anche un beneficio per il benessere interiore! Con tutto l’affetto e i benefici che ci donano, non deve stupire, dunque, che il 62% dei proprietari di animali dichiara di aver preso un amico a quattro zampe perché rende più felici.

 

Quali sono gli animali più usati in Pet Therapy?

Facciamo una breve sintesi delle caratteristiche generali degli animali che vengono coinvolti più di frequente in Pet Therapy.

Ognuno, avendo particolari doti fisiche e attitudinali offre infatti diverse potenzialità.


Il cane:

È  sicuramente l’animale più coinvolto negli IAA. Grazie  alla sua capacità di approccio e spontaneità, alla sua capacità empatica e di collaborazione, viene impiegato nei più svariati ambiti di intervento : ospedali, case di riposo, centri diurni, ospedali, scuole, centri di riabilitazione, comunità terapeutiche e di recupero, carceri.


L’Asino:

È  coinvolto in quella che viene definita “Onoterapia”. Ha avuto origine inizialmente in USA, Svizzera e Francia si è poi largamente diffusa.

L’ Asino è un animale che può essere impiegato facilmente se gli spazi lo consentono in quasi tutti gli ambiti di IAA grazie alle sue caratteristiche fisiche. È  un animale molto forte, caldo e con organi sensoriali molto sviluppati e solitamente dal comportamento mansueto, paziente e docile.


Il Gatto:

Per il suo forte spirito libero viene prevalentemente impiegato nelle AAA piuttosto che nelle AAT, è un buon co-terapeuta grazie alla sua facilità di relazione con l’uomo e all’attitudine al gioco.

All’estero è molto utilizzato soprattutto come animale di reparto in strutture residenziali per anziani. La sua capacità di muoversi in autonomia in un ambiente con molte persone lo rende infatti facilmente adattabile ad essere accudito da più persone.


Il Cavallo:

Viene impiegato nella così detta “ippoterapia”. È un ottimo alleato negli interventi di fisioterapia soprattutto per quanto riguarda quelli inerenti alle abilità di deambulazione.

I movimenti del cavallo ad andatura lenta nella loro configurazione tridimensionale, corrispondono strettamente al moto deambulatorio umano.

La relazione che si crea tra cavallo e utente durante il suo accudimento permette di sviluppare inoltre attenzione, interesse, autostima e senso di autoefficacia.



Il Coniglio:

In Italia è ancora poco utilizzato, ma anch’esso è considerato un ottimo co-terapeuta grazie alla sua docilità e tranquillità, in grado di trasmettere calma e non imporre la sua presenza.


Porcellino d’india:

Viene utilizzato più all’estero che in Italia, come co-terapeuta nelle attività di Pet Therapy. Sviluppa una elevata capacità di relazionarsi spontaneamente con l’uomo  soprattutto se abituato fin da cuccioli ad essere manipolato. Stimola l’accudimento e l’osservazione del proprio comportamento.



Lama e Alpaca:

in Italia sta gradualmente prendendo piede l’utilizzo di questo simpatico quadrupede come animale da Pet Therapy. Grazie alla loro statura imponente ed al loro aspetto calmo e mansueto, se addestrati alla socievolezza e se ben istruiti, possono essere ottimo animali da terapia.

 

Dove posso fare pet therapy?

I potenziali benefici ricavati da diversi tipi d'interazioni uomo-animale nella cura di diverse patologie ha dato il via ad un fiorire di progetti e pubblicazioni sul tema ma, nonostante la provata efficacia di questi interventi in diverse cliniche siano crescenti, gli studi scientifici che ne dimostrano la totale utilità sono ancora molto carenti.

In Italia le strutture che utilizzano animali a fini terapeutici spesso si basano su iniziative spontanee e sono caratterizzate da una notevole eterogeneità, sia per il percorso formativo degli operatori, sia per la tipologia degli utenti e le metodologie adottate.

Se non avete un animale domestico, potete cercare il neko café più vicino a casa (o al vostro ufficio), oppure contattare i rifugi per animali che sovente sono felici di poter impostare un appuntamento settimanale (o più frequente) per fare volontariato e portare a spasso i loro ospiti.

Leggi QUI le ultime disposizioni governative a riguardo.

 

 

 

 

 

Fonti : www.iss.it , www.salute.gov.it , it.wikipedia.org , wamiz.it

Foto di copertina: Humphrey Muleba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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