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Cosa odiano i gatti? 5 curiosità che forse non sapevi
18 Novembre, 2019

Magnetici e sornioni. Imprevedibili e sfuggenti. Misteriosi ed attraenti. I gatti sono fra tutti gli animali domestici, i più affascinanti ma anche i più complicati da decifrare. Esistono tuttavia delle peculiarità che accomunano tutte le razze di felini, che ci permettono di comprenderne un po’ di più il carattere e le attitudini, ciò che amano, ma soprattutto quello che davvero non sopportano.

Imparare a capire cosa odiano i gatti è quindi il primo passo per entrare in sintonia con il loro e costruire un legame di reciproco affetto e fiducia.

I gatti odiano l'acqua

Avete mai visto sguazzare felice nell’acqua un gatto? Naturalmente no. Già, perché i gatti sono notoriamente poco inclini ad immergersi volontariamente in qualsiasi tipo di specchio d’acqua. Le motivazioni di tale antipatia sono riconducibili a varie cause in parte genetiche, in parte esperienziali.

Secondo alcuni esperti etologi, infatti, la ragione per cui la quasi totalità dei felini odi l’elemento acqua, sarebbe in primo luogo di tipo evolutivo: i gatti domestici discendono dai gatti selvatici arabi, che vivevano in zone con poche distese d’acqua.

Non avendo quindi mai dovuto ambientarsi in ecosistemi ricchi d’acqua, non hanno mai imparato a nuotare, arrivando a considerare appunto l’acqua come qualcosa di minaccioso e sconosciuto.

Un’altra ipotesi accreditata dagli esperti in grado di spiegare l’odio dei gatti verso l’acqua è che il loro mantello, nel  momento in cui si bagna si asciuga molto lentamente: una sensazione tattile e sensoriale poco piacevole per i nostri teneri pelosetti.

Ciò non toglie che ci siano gatti, che se abituati sin da cuccioli, abbiano un rapporto con l’acqua meno conflittuale ed anzi molto incuriosito giocherellone.

Odori fastidiosi per i gatti

Sapevate che il senso dell’olfatto dei gatti è quattordici volte più sviluppato di quello umano? Ecco perché i nostri amati mici sono in grado di riconoscere innumerevoli tipologie di odori, dai quali possono essere molto attratti o infastiditi. A far storcere il naso agli arguti felini sono soprattutto quegli odori sconosciuti, nuovi come quelli chimici, esalati dai deodoranti, detergenti per la casa o dalle essenze profumate.

Tra gli alimenti, tra gli odori più fastidiosi per i gatti vi è quello della cipolla, dell’aceto, degli agrumi, quali il pompelmo, il limone, l’arancia. Persino la banana è particolarmente repellente per le narici dei sofisticati felini, insofferenti anche verso l’odore delle spezie piccanti, come pepe, peperoncino e curry. Fra le piante che i gatti ripudiano vi è l’eucalipto, fra l’altro anche tossico.

Ed il nostro odore, quello che gli lasciamo addosso tutte le volte che lo coccoliamo o lo prendiamo in braccio? Anche quello sembra ben poco apprezzato, tanto che spesso i gatti si leccano dopo che li abbiamo toccati, proprio per ridurre al più presto qualsiasi traccia del nostro odore. 

Le abitudini del gatto non si toccano!

Benchè spesso mutevoli ed istintivi, i gatti sono creature piuttosto abitudinarie, capaci di conservare  ancora molti dei comportamenti che hanno permesso loro di sopravvivere in natura per milioni di anni. Ecco perché intaccare un tale vissuto esperienziale può scatenare nei felini reazioni di aggressività o spavento.

  • Lasciatelo dormire

I gatti passano gran parte della loro giornata dormendo: 16 ore su 24 per l’esattezza. Durante queste ore, proprio come negli esseri umani, si alternano fasi di sonno più o meno profondo. Anche negli assopimenti più prolungati tuttavia, i gatti non sono del tutto assenti, ma sono in grado di riattivarsi rapidamente, nel momento in cui percepiscono qualche cambiamento repentino.

Una carezza improvvisa del padrone, infatti, può scatenare in loro reazioni non sempre positive. I gatti andrebbero quindi lasciati riposare per evitare di irritare il loro sistema nervoso e provocare reazioni anche aggressive, generate dallo spavento. 

  • No ai rumori forti

Proprio come l’olfatto, anche l’udito nei nostri curiosi baffuti è particolarmente sensibile.  Tra le cose che odiano i gatti si annoverano i rumori troppo forti: clacson, musica troppo alta, urla, fischi, fuochi d’artificio, possono allarmare i felini facendo scattare in loro una marcata aggressività, in risposta alla paura e alla sensazione di pericolo.

Sarebbe quindi opportuno evitare di farli vivere in un ambiente domestico troppo caotico, o quantomeno di limitare picchi sonori troppo elevati, proprio per non scatenare in loro sentimenti di paura ed ostilità.

  • Coccole sì, ma quando lo dice lui

Tra le innumerevoli cose che odiano i gatti vi sono anche le coccole non richieste, specialmente quelle sulla pancia. A differenza dei cani, infatti, totalmente devoti al padrone e pronti ad accoglierne in ogni momento effusioni e carezze, i gatti sono molto più umorali e meno propensi ad essere  coccolati tutte le volte in cui il padrone lo desidera. Per molti gatti, quindi, essere afferrati o accarezzati è fonte di stress. Sono loro a decidere quando hanno voglia di attenzioni, miagolando o strusciandoci sulle gambe dei proprietari.

L’approccio corretto sarebbe quindi quello di chiedere prima il permesso all’indomito felino di accarezzarlo, porgendo delicatamente la mano verso il suo musetto, in modo da far sentire il proprio odore e trasmettere sicurezza. Nel momento in cui il gatto si è stufato delle coccole dovrà essere lasciato libero di andare. A malincuore purtroppo. Del resto lo sappiamo, l’ultima parola è sempre la sua.

 

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